Ultima modifica: 26 Giugno 2023
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Giornalismo ieri, oggi e domani: metamorfosi di una professione che guarda al futuro

Giornalismo ieri, oggi e domani: metamorfosi di una professione che guarda al futuro”: è stato questo il filo conduttore dell’incontro che si è svolto il 23 maggio 2023 al liceo “Piero Gobetti” di Omegna, grazie al coordinamento della Dirigente scolastica, professoressa Barbara Bienati, e all’iniziativa della docente di Lettere, Zaira Aspromonte.

Giornalismo ieri, oggi e domani: metamorfosi di una professione che guarda al futuro”: è stato questo il filo conduttore dell’incontro che si è svolto il 23 maggio 2023 al liceo “Piero Gobetti” di Omegna, grazie al coordinamento della Dirigente scolastica, professoressa Barbara Bienati, e all’iniziativa della docente di Lettere, Zaira Aspromonte.
Un centinaio di ragazzi in rappresentanza delle classi seconde, terze, quarte e quinte dei licei scientifico, artistico e musicale, insieme ai loro insegnanti, hanno ascoltato i relatori insieme alla giornalista Fiammetta Bonazzi, presente in qualità di moderatrice: Gianfranco Quaglia, giornalista professionista del quotidiano La Stampa, presidente del Consiglio di disciplina dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, già tutor del Master in Giornalismo dell’Università di Torino e direttore della rivista online Agromagazine, e Sergio Ramazzotti, giornalista professionista, scrittore, fotografo, co-fondatore dell’agenzia fotogiornalistica Parallelozero, inviato per Der Spiegel, e autore di numerosi saggi (editi da Feltrinelli e Mondadori) sui grandi eventi della contemporaneità, dai conflitti in Iraq e Afghanistan all’epidemia di Ebola in Africa fino al Covid.
Dopo aver fornito i dati sulla crisi dei giornali (cartacei e digitali) in Italia e sul crescente disinteresse verso la lettura, Gianfranco Quaglia ha aperto i lavori illustrando ai ragazzi le modalità di accesso alla professione giornalistica e ha quindi passato in rassegna le regole deontologiche da rispettare una volta iscritti all’Ordine, focalizzando il suo intervento sulle trasformazioni che il “mestiere di scrivere” ha subìto nel corso del tempo ma anche mettendo in luce i fondamenti dell’arte di trovare la notizia e di restituirla con correttezza e sincerità ai lettori. Quaglia si è anche soffermato sui cambiamenti organizzativi che hanno rivoluzionato la macchina redazionale con l’avvento di Internet e, rivolgendosi in particolare ai maturandi alle prese con la scelta dell’università, ha fatto notare come già oggi, e domani ancora di più, nei giornali saranno richieste competenze non solo di scrittura ma anche di produzione audio e video, oltre che specifiche specializzazioni sui temi di approfondimento più d’attualità, che spaziano dalla medicina all’ambiente, dall’urbanistica allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, probabile alleata dei giornalisti del futuro.

Il ruolo della fotografia come strumento-principe dello storytellig contemporaneo è stato invece analizzato a tuttotondo da Sergio Ramazzotti, che ha evidenziato come l’uomo, in tutte le epoche storiche, si sia sempre distinto per essere un “animale narrante”. Partendo da questo assunto, Ramazzotti ha parlato del dovere di raccontare solo dopo aver verificato accuratamente i fatti e poi ha proseguito la sua relazione illustrando le tecniche di lettura delle immagini: ha spiegato quale sia la loro peculiare capacità narrativa rispetto al testo scritto, ma ha anche sottolineato come l’overdose di foto e video che circolano in Rete ci espongano al rischio di assuefazione, abbassando drasticamente il livello di attenzione rispetto alle notizie. A titolo esemplificativo, Ramazzotti ha quindi proposto ai presenti la proiezione della tragica e purtroppo celebre immagine del corpo esanime di Alan Kurdi, il bambino siriano di 3 anni affogato sulle coste turche nel 2015, facendo notare come uno scatto, peraltro tecnicamente imperfetto, sia riuscito a catalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica. Trasformandosi di fatto nell’icona-simbolo della crisi europea dei migranti.

Al termine della conferenza, che ha previsto anche uno spazio per le domande dei ragazzi, Quaglia ha ricordato la figura e la lezione tuttora attualissime di Piero Gobetti: filosofo, giornalista, scrittore ed editore al quale è intitolato il liceo di Omegna, ma soprattutto luminoso testimone della libertà di pensiero e d’espressione pagata con la vita a soli 24 anni, nel 1926, in pieno regime fascista.